saloandseverine:

Jalouse n°14 - 1998, East Village

Stephanie Smollet & Gabriel Zapata by Huma Rosentalski

"[…] In quel momento, mentre pensavamo la stessa cosa, i suoi occhi e i miei erano uguali, come se appartenessero a un solo corpo.
Facendo finta di niente, tornammo ai rispettivi lavori. […]
Mi batteva ancora forte il cuore, non smetteva. E poi ebbi una strana sensazione.
Che tristezza! Sicuramente non capiterà mai più!, mi dissi.
[…] In un istante senza tempo, non vi era stato altro se non le nostre anime, e con gli occhi del cuore avevamo visto la stessa cosa, condiviso il medesimo spazio, tutto qui. Due esseri umani differenti erano diventati per caso uno solo, ed era stato un istante davvero meraviglioso, e straordinario. […]
Sapevo soltanto che dovevo fare qualcosa, qualsiasi cosa, perché diventasse un pezzo della mia vita. Era un pensiero egoista, urgente, ma non riuscivo a scacciarlo. Avevo la sensazione che, se non avessi agito il prima possibile, sarebbe accaduto l’irreparabile."
— B. Yoshimoto, High & Dry. Primo amore. (via uncestodistellediplastica)

(Fonte: alicenimuehashighopes)

carnetimaginaire:

Sathya Ranjana, Faces

marcedith:

…The Tropicana Havana, Cuba, 1953 /via pinterest….

"Un uomo, una donna, attratti l’uno verso l’altra, si uniscono nella lussuria. La comunicazione che li confonde insieme dipende dalla nudità delle loro ferite. Il loro amore rivela che essi non vedono, l’uno nell’altro, il loro essere, ma la loro ferita, e il bisogno di perdersi.
Non v’è desiderio più grande di quello del ferito per un’altra ferita."
— Georges Bataille (via mroblivion)

malinconialeggera:

E dopotutto ci sono tante consolazioni!
C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno,
in cui fluttuano sempre nuvole imperfette.
E la brezza lieve
e, alla fine, arrivano sempre i ricordi,
con le loro nostalgie e la loro speranza,
e un sorriso di magia alla finestra del mondo,
quello che vorremmo,
bussando alla porta di quello che siamo.
Fernando Pessoa

(Fonte: weheartit.com)